Marcia su Sassari: bici e pedoni alla conquista della città

Se qualcuno sabato sera si è chiesto cosa fosse quella folla che animava le strade di Sassari da Piazza Castello scendendo lungo il corso fino a Porta Sant’Antonio per risalire poi in Piazza Tola, sarà subito accontentato:

Non era una protesta, era una festa. Il comitato Pro ZTL Sassari ha organizzato un raduno fra quanti fossero a favore di un centro storico chiuso al traffico, per far sentire che c’è chi vuole riappropriarsi della città senza doversi più appiattire contro le pareti per permettere il transito delle auto anche nei vicoli più stretti oppure fare slalom tra macchine parcheggiate davanti agli ingressi delle abitazioni. Non si andava contro per distruggere, ma a favore per costruire. Costruire una città sostenibile!

Era una difesa di ciò che è stato conquistato in ritardo rispetto a tante altre città italiane, a tutela di chi nel centro vive e lavora, era il ¡No pasarán! di un esercito formato da adulti e bambini per impedire al nemico smog di rendere sempre più grigie  le facciate dei palazzi spesso non riconosciuti come beni storici da frettolosi passanti.

Era un incontro di cittadini e commercianti per smentire chi vuole vederli contrapposti in due categorie distinte, in realtà tutti si sentono cittadini prima di tutto; chi in centro lavora  attribuisce la responsabilità per il calo delle vendite a una crisi generale e nel particolare alle scelte sbagliate delle amministrazioni che negli anni hanno trasformato Predda Niedda in una zona commerciale, svuotando di fatto il centro della città.

Ma era anche un avvertimento per far presente all’attuale amministrazione dello scontento tra chi ha votato il programma che a pagina 7 dice: «Nella zona del centro storico dovranno essere progressivamente estese le aree a traffico limitato e pedonali, così come dovrà essere sviluppato un sistema di rete ciclabile che consenta percorsi protetti dentro la città e dalla città verso l’esterno.» ecco perché la riapertura di due ore diurne e la totale riapertura notturna varata in fase sperimentale, non piace agli elettori e scontenta anche chi in passato chiedeva la riapertura in alcune fasce orarie.

Era la festa del blu colore adottato per denominare quell’area che vuole rappresentare “regole non limitazioni” il colore che ieri ha contraddistinto con palloncini e sciarpe il passaggio di quei cittadini che nonostante la pioggia hanno percorso parte della città a piedi e in bici; adulti e soprattutto bambini in una gioiosa parata che non deve essere minimizzata come una scene da libro Cuore, ma dev’essere osservata con attenzione, perché tutti rivendicavano il diritto di vivere la propria città.

1 Commento su Marcia su Sassari: bici e pedoni alla conquista della città

  1. marta guarino amato // 5 novembre 2012 a 11:43 // Rispondi

    Un bell’articolo, semplice e chiaro. Bravi.

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