Come ti vesto

Figurini di Moda realizzati da Rita Brandano. Tecniche miste

Chi l’avrebbe detto che per le vetrine di Sassari, in tempi non sospetti, si aggirasse un Image Consultant? Una figura che incorpora in sé personal shopper e stylist; quando ancora Enzo Miccio e Carla Gozzi non spopolavano in TV, Rita Brandano accompagnava i suoi clienti studiando e reinventando la loro immagine.

L’esperienza come consulente di immagine, Rita la intraprende qualche anno fa, ha dovuto interrompere perché ha iniziato una nuova avventura professionale, dove la moda c’entra comunque. Sì perché la moda per Rita è stata una passione portata avanti anche negli anni in cui ha studiato e si è laureata in Legge, durante gli studi, lavorava realizzando figurini per sarti, poi si è specializzata sempre più da autodidatta: «All’inizio sperimentavo sugli amici, mi sono sempre allenata osservando gli altri e immaginando ad esempio, come evidenziarne i pregi» e poi tramite il passaparola, ha potuto continuare a vestire di consigli chiunque si rivolgesse a lei.

03 02 Figurini di Moda realizzati da Rita Brandano. Tecniche miste
Figurini di Moda realizzati da Rita Brandano. Tecniche miste

Per poter riuscire nella professione di consulente, innanzitutto non ci si può improvvisare, serve una preparazione e un metodo, ci sono infatti diverse regole di cui si deve tenere conto, dalla fisionomia ai colori, il tutto rispettando i gusti del cliente. Si deve poi saper ascoltare e osservare con attenzione chi si ha davanti, è importante quindi la capacità di lettura anche della “comunicazione non verbale”.

Come si svolge l’analisi e il lavoro dell’Image Consultant?
«Il primo step è la chiacchierata informale, in un luogo altrettanto informale come può essere ad esempio un bar, dove si può capire come il cliente si relazioni con gli altri» È questa la fase della pre-consulenza.
«Regolarmente dopo questo primo approccio, si dovrebbe passare a un’analisi ben strutturata: foto, interviste e misurazioni del corpo, e ancora analisi del guardaroba, servono a studiare la personalizzazione di linee, forme e colori.
Il cliente che si affida a un esperto di moda, deve aprire porte (e ante) senza indugio; ma nella mia esperienza- continua Rita – pochi clienti sono stati disposti a concedersi tanto, si voleva passare direttamente allo shopping dopo la pre-consulenza, probabilmente oggi è diverso, ma qualche anno fa i tempi non erano così maturi»

Qual è stata la tipologia dei clienti?
«Ho avuto donne di mezza età che volevano rimettersi in gioco, oppure più semplicemente volevano dei consigli su come vestirsi e comportarsi (il consulente di immagine suggerisce anche le regole del Galateo ndr), durante cerimonie o eventi importanti.
Difficilmente le giovani si rivolgono a un esperto, sono più portate a seguire la moda “a tutti i costi”», la moda può essere paradossalmente un ostacolo se non la si intende come «un mezzo per arrivare a uno stile» ma la si vuole seguire pedissequamente senza uno studio critico della propria figura.

Il consulente dovrà obiettivamente armonizzare forma e sostanza, risaltando punti di forza e nascondendo i difetti tramite i segreti del camouflage.

Quali sbocchi si possono avere con questa professione e a chi si rivolge principalmente?
«Oggi i campi che necessitano di qualcuno che curi l’outfit vanno dalla politica allo spettacolo, al mondo manageriale e nei luoghi di lavoro dove è richiesta un’immagine omogenea (esempio divise, uniformi).
I privati sono ancora una tipologia di clienti “difficile”, perché comunque assumere un consulente personale, è un investimento. Se però si vuole percorrere questa strada, allora il consiglio è quello di cercarli nei luoghi frequentati da chi cura il proprio aspetto, palestre e spa, ad esempio.
L’esperto di immagine può fare consulenza diretta oppure dedicarsi alla formazione: nelle aziende dove è importante il contatto con il pubblico oppure nei negozi per formare le commesse, in questo modo si avranno più competenze in un’unica figura.»

Dove studiare?
«Esistono dei corsi, l’importante è scegliere quelli riconosciuti dalle Associazioni di categoria (AICI, AFIC, AIC e TFIC), un lavoro ben fatto richiede almeno 8/10 ore e i professionisti oggi, chiedono 80-90€ all’ora, vale la pena sfruttare le doti, impegnarsi e studiare per poi reinventare i clienti da capo a piedi».

 

2 Commenti su Come ti vesto

  1. Ancora una testimonianza di come Sassari sia una città ricca di professionalità, cultura e idee! Sempre brava Paola, sempre super Rita!

    • Paola Mussinano // 27 novembre 2015 a 06:13 // Rispondi

      Grazie Fabio, in effetti ho un grande privilegio a poter conoscere e ascoltare tutte queste professionalità, te compreso.

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