Casa della Fraterna Solidarietà: cittadini e volontari

Sassari – Essere cittadini ovvero sentirsi parte di una comunità e sentirsi responsabili delle dinamiche che la regolano. È lo spirito che tiene unito un gruppo di circa 40 volontari che quotidianamente si confrontano con le difficoltà di altri concittadini.
Difficoltà dovute alla povertà dai mille risvolti nel procurarsi il cibo o il vestiario o per accedere a quelle cure che la Asl non passa. Difficoltà dovute anche alle disabilità che vedono diritti violati e trascurati. Essere cittadini significa quindi rivendicare per sé e per gli altri l’articolo 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge […]”

Viaggio all’interno della Casa della Fraterna Solidarietà – Sassari
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La  Casa della Fraterna Solidarietà è nata nel 2006 ad opera di un gruppo di amici tra cui il presidente Aldo Meloni, uniti dal senso civico di impegnarsi per una maggiore equità. Si domandarono come risolvere il contrasto dato da una povertà crescente da un lato e da un continuo spreco di risorse dall’altra, nacque così la Onlus che ha fatto propria la filosofia di “Non chiedere né chiudere mai”; non chiedere vuol dire non dover mortificare chi si trova in difficoltà costringendolo a riempire carte e affrontare paludose burocrazie per dimostrare la propria povertà. Non chiudere le porte a chi ha bisogno non solo metaforicamente rendendo arduo ottenere degli aiuti, ma anche concretamente perché l’attività di volontariato non si ferma “la fame non va in vacanza” e gli operatori ogni mattina si dedicano alla confezione e distribuzione dei sacchetti alimentari che ormai toccano una media di 500 al giorno.

All’interno della struttura (parte dell’ex-questura ripulita e riorganizzata dalla Casa stessa) oltre l’area per la preparazione delle confezioni alimentari, diversi spazi dedicati a chi non trova fuori di qui gli stessi servizi.

– un guardaroba costituito da abiti e biancheria frutto di donazioni e scelti secondo il criterio “ciò che non indosseremmo noi non devono indossarlo gli altri” criterio non di semplice gusto ma di decoro e dignità.

– una sala odontoiatrica in cui sono state applicate 160 dentiere nell’arco di un anno a chi evidentemente non ha potuto permettersi un tipo di cura non convenzionata dalla Asl.

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– una sala fruita da un gruppo di persone colpite da Ictus che qui si incontrano per ritrovare una voce scomparsa o rieducare i gesti delle mani attraverso il disegno. La sezione sassarese ALICe (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) presieduta anch’essa da un instancabile Aldo Meloni  ha stimolato nel tempo l’operatività della Stroke Unit contribuendo all’acquisto di importanti strumentazioni, si è inoltre unita alle richieste per l’attivazione della piscina riabilitativa a Lu Fangazzu.

E sempre dalla Casa della Fraterna Solidarietà partirà un nuovo progetto, ovvero un centro per l’ascolto (e la risoluzione) dei problemi legati ai diritti delle persone in difficoltà che spesso non sapendosi destreggiare tra cavilli legislativi o non sapendo riconoscere fino a dove arrivano i propri diritti, si ritrovano inascoltati; il centro sarà composto quindi da professionisti (avvocati e commercialisti) che volontariamente si adopereranno per sbrogliare situazioni insormontabili.

Un insieme di servizi legati da un comune senso di responsabilità civica e morale di trovare equità tra i cittadini, questo trapela dalla Casa della Fraterna Solidarietà ed è l’obiettivo di un volontariato che sempre più sopperisce a lacune lasciate dalle istituzioni

Art. 3 […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]

 

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