I mille volti dell’unicità

Nelle interviste è importante scegliere anche il luogo giusto e con Elvira Giannattasio, già da tempo, c’eravamo ripromesse di andare a mangiare la cucina tipica di Sassari e così abbiamo fatto.

In una calda giornata primaverile, quattro amici si sono ritrovati in una amena corte interna, arredata coi tavoli di una storica trattoria sassarese. Io, Beatrice, Elvira e Paolo.
Dopo una carrellata di piatti sostanziosi, ci siamo attardati, seduti comodamente mentre il proprietario, chiudendo il locale, ci ha permesso di proseguire il nostro convito all’aria aperta.

Elvira è napoletanissima, uso il superlativo perché il calore e la giovialità emergono nonostante la sua pacatezza nel parlare, ma rompe il cliché che vorrebbe i partenopei dei procrastinatori sul lavoro: puntuale e rigorosa, rispetta gli impegni e le scadenze.

«Ce l’ho nel DNA ma l’ho rafforzato durante lo stage alla Saatchi&Saatchi di Roma – spiega Elvira – lavorando in questa prestigiosa agenzia, ho potuto imparare il metodo lavorativo, il rispetto per le scadenze e il saper interpretare le richieste del cliente»

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A Roma si trasferisce per studiare allo IED e qui ha il suo primo legame con la Sardegna. Conosce Antonello Cuccu, suo insegnante prima, suo mentore, poi «Posso dire che è come un padre, mi consiglia e quando occorre, mi critica»

Una volta laureata, insegna Progettazione Editoriale ed è Assistente al corso di Illustrazione per la Moda allo IED, per poi partire a Milano e iniziare diverse collaborazioni come illustratrice di riviste femminili, tra cui Io Donna, Gioia e Grazia
e per Kult Magazine

donnesullorlo«In questo ambiente ho potuto osservare le donne, anche con ruoli direttivi, che indossavano maschere create da altri, donne che arrivavano al lavoro col tacco per poi indossare più comode ballerine.»

Donne dal volto in cellophane (vedi immagine) che dagli anni ’80 hanno iniziato la loro trasformazione: androgine che col tempo hanno cercato di recuperare la femminilità attraverso un troppo disinvolto uso di bisturi e silicone.

Donne che hanno ispirato la collezione Facce Toste, visi dipinti sulla dolomia (in seguito anche su t-shirt, ballerine, shopping-bag) a spiegare come una certa durezza acquisita nel gestire ruoli di comando, è in realtà una maschera così come sono maschere quelle che quotidianamente indossiamo nell’illusione di poter gestire al meglio situazioni ed emozioni.

Il mondo femminile è ben rappresentato tra le opere di Elvira «Preferisco rappresentare le donne e i loro stati d’animo, perché gli uomini pur completando la nostra vita, non riescono a entrare nella nostra testa, nei nostri pensieri e quindi non sono capaci di vivere le nostre mille emozioni»

Le Ballerine Gelvi’s

ballerineUn bel giorno, passeggiando per le vie di Milano, dove si era trasferita, l’artista osserva una serie di ballerine in mille colori disposte nella vetrina del negozio Spelta.
Le piacerebbe poter dare loro un’identità ad una ad una, per non rischiare di apparire tutte uguali.
Prepara il suo progetto e i suoi schizzi e li porta al titolare, il quale accetta con entusiasmo questa nuova collaborazione che porta il nome di Gelvis x Spelta.

Nel 2012 si mette in proprio, nascono le mitiche Ballerine Gelvis: scarpe interamente prodotte in Italia  a cui Elvira dà un’anima attraverso le tante espressioni rappresentate. , continua le collaborazioni ma nel contempo apre un negozio online tutto suo (http://www.gelvisdesign.com/); di recente ha inoltre creato il suo laboratorio-showroom a Firenze.

Elvira e la Sardegna

gelvisardaCome detto prima, il rapporto con la Sardegna inizia da un legame con Antonello Cuccu, si rafforza quando poi visita Bosa e vi trova delle grandi similitudini con Napoli: il sole e il mare, i colori e i rapporti umani. Da allora per l’artista diventa vitale rispondere a quel richiamo che sembra arrivare da origini lontane.
«Per me questa terra è un serbatoio di
adrenalina, vengo qui quando ho bisogno di dare una scossa al mio spirito»
La tempesta di emozioni che le suscita la Sardegna è spiegato bene nella collezione “Gelvisarda (in scatola)”

La Sardegna e i suoi artisti sono anche fonte di ispirazione «Dai fratelli Melis a Tavolara, artisti dai tratti malinconici che amo reinventare. Nella Collezione Tavolara ad esempio, nata grazie anche a una sinergia con Bagella, ho voluto rappresentare la partequadro_collezione_sas_galanas ciondoli_tavolara_3simbolica cogliendo l’essenziale e dandogli una chiave più giocosa»

Da allora il connubio è un dare e un ricevere, se da una parte la Sardegna è terra rigeneratrice, dall’altra Elvira la omaggia, rappresentandone la tradizione senza tralasciare di arricchire i soggetti
con le proprie emozioni. Donne adornate di copricapo in tulle ricamato, di corpetto e corittu che non rinunciano alla propria parte femminile e seduttrice. Anche in questo caso rivendica l’unicità di ogni individuo per non rischiare di incappare in un qualsiasi appiattimento generato dalla serialità.
E questo filo conduttore delle sue opere, è un’occasione per descrivere il punto di vista di Elvira sulla moda, una visione per me coraggiosa e ammirevole.

Elvira e la Moda

«Finché per moda si intende uno stile qualcosa che ognuno di noi crea, ne ho un concetto positivo. Non sopporto invece l’appiattimento di chi segue per forza uno stile imposto da altri e l’appiattimento creativo causato dalle collezioni, dai mood stagionali.
Come creatrice di accessori di moda, non potrei mai sottostare a tendenze imposte da altri.
Perché deve essere una casa di moda a decidere per tutte le altre cosa creare, deve essere il creativo a scegliere quali colori devo usare e quale tema seguire?
Per me deve prevalere sempre e comunque l’irripetibilità dell’opera e di chi la sceglie.»

«Io poi – continua Elvira – ho sempre bisogno di rinnovarmi, di inventare cose nuove»

E in effetti solo a vedere la gallery sul suo sito e sulla sua pagina Facebook dove c’è solo una parte dei numerosissimi lavori, compresi gli ultimi, le new-entry GelPas create assieme a Paolo Ghiani (delle coloratissime ciabattine per accompagnarci a un’estate ormai vicina), si capisce quanto possa essere vulcanica nell’inventare e creare cose sempre nuove e mai scontate.

Un’artista con una grande personalità che generosamente regala la propria individualità alle sue opere e di conseguenza a chi ne entra in possesso.

1 Commento su I mille volti dell’unicità

  1. bellissimi lavori

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