I Teo Gala chi sono

Pontormo, Monsignor della Casa, Italian, 1494 - 1556/1557, probably 1541/1544, oil on panel, Samuel H. Kress Collection Immagine contrassegnata come riutilizzabile
Pontormo, Monsignor della Casa, Italian, 1494 - 1556/1557, probably 1541/1544, oil on panel, Samuel H. Kress Collection Immagine contrassegnata come riutilizzabile

Pontormo, Monsignor della Casa, Italian, 1494 – 1556/1557, probably 1541/1544, oil on panel, Samuel H. Kress Collection
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Galateo: quell’insieme di regole e codici che accompagnano la vita quotidiana, talvolta un prontuario per quelle situazioni da codice rosso e ancora quell’insieme di norme che allieterebbero i rapporti, laddove il buon senso non riesce o non arriva.

Premesse a parte, entriamo nel vivo. Ho contattato un vero gentleman e non uso l’inglese a caso, le sue origini sono proprio le stesse della regina Elisabetta, dicevo l’ho contattato perché è un vero esperto di saper vivere e non solo dal punto di vista formale, ma ha quella giusta sensibilità che gli fa dire la cosa giusta al momento giusto. Certo non gli manca quell’arguzia bastarda che fa divertire, è proprio questo mix che rende i suoi commenti più intriganti.
L’ho contattato proponendogli di esprimere le sue riflessioni su PixelManent, ci sono però due questioni:

1- chiede a me di scrivere dopo aver ragionato assieme sull’argomento del post, perché dice che farebbe troppi strafalcioni, così mi lascia, diciamo pure che mi butta addosso, la responsabilità di sbagliare. E non avrei attenuanti, vista la mia lingua madre!

2- vuol rimanere anonimo, nel caso volesse (s)parlare di colleghi di lavoro, di amici, di vicini e di parenti

Così lui sarà InClemente, di nome e di fatto, in onore a Clemente Alessandrino e osserverà i vari Teo Gala che ci circondano.
I Teo Gala stanno attorno a noi, sono esseri dall’apparenza talvolta innocua ma sul più bello, eccoli uscirsene con frasi grette oltre che sgrammaticate (diceva David Ogilvy “People who think well, write well”). Loro sono gli anti-educati, né ineducati, né maleducati: persone che vanno completamente in senso opposto a quella che è la lieta&quieta convivenza, ruminanti seriali di chewing gum a scandire i tempo, cafoni sia su quattro ruote, sia in bipedia ornitomorfa (ci piaceva scriverlo), che considerano il Galateo come una serie di noiosi e polverosi consigli.
Persone che sotto una veste chiamata impropriamente sincerità, non hanno filtri nei comportamenti e stargli vicino è una vera dannazione, non per niente quando li incontrate viene spontaneo allontanarli con un “Vade retro…”

Oppure individui che con un abito griffato sono convinti di aver indossato “la classe” e senza alcuna sensibilità di fondo, hanno imparato il Galateo a memoria seguendolo alla lettera, anche troppo, senza capirne il senso e incappando invece in grossolane gaffe.

Come quella signora che ha inteso il non essere indiscreta, in un drastico “non fare domande”. Il fatto è che alcune domande sono il sale della cordiale conversazione, denotano interesse nei confronti dell’interlocutore, ma rimanendo rigida come una palina piantata in laguna, censura ogni scambio con gli altri, come un «me ne frego di voi» gridato a labbra serrate.
Ricordiamocelo: come nel design, nell’arte, nella moda, meglio sempre che forma e sostanza viaggino assieme.

Ecco di chi (s)parleremo.
Ma non mancheranno teneri e pacifici consigli senza dover per forza scomodare gli innumerevoli Teo

A rileggerci presto, dunque, saluti da me e da InClemente.

PS: Tra i nostri articoli, è quasi pronto uno dal titolo “#gemellineincollate”… ho detto tutto!

 

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