La fucina della Moda

Elaborato tratto dal corso "Disegno nella Moda"

La scuola Arte&Moda di Sassari prepara stilisti, modellisti, sarti attraverso i corsi di formazione proposti e riconosciuti; una bella chiacchierata con la direttrice e fondatrice Vittoria Dore, spiega quale filosofia sta alla base degli insegnamenti che ogni anno vengono trasmessi agli iscritti:

La scuola è il luogo in cui vengono formate personalità creative e tecniche. Una scuola di moda può considerarsi completa se insegna non solo un mestiere, ma lavora su tutti gli aspetti culturali e pratici che gravitano attorno.

Quali caratteristiche deve possedere in partenza chi si affaccia al mondo sartoriale?
Cura del dettaglio, caparbietà e soprattutto non avere fretta, diventare sarti professionisti infatti, richiede tempo e costanza e una volta inseriti nel mondo del lavoro, si deve proseguire il proprio operato con dedizione e determinazione.
Parleremo di sarti e stilisti, come figure separate ma nel futuro è probabile che coincidano sempre  più: o in un’unica persona o ancora meglio che le varie professionalità interagiscano costantemente e “gomito a gomito” in attività di gruppo.

Esposizione "Altre Janas" realizzato dalla Scuola Arte&Moda di Sassari

Esposizione “Altre Janas” realizzato dalla Scuola Arte&Moda di Sassari

Nella Scuola Arte&Moda tutti i corsi dal cucito al cartamodello, fino al disegno di moda, offrono dei titoli distinti (quindi chi vuole seguire solo il corso di cucito, ha la possibilità di specializzarsi anche solo in questa disciplina), seguirli tutti però, permetterebbe di formare un esperto a tutto tondo, evitando il lavoro a compartimenti stagni.

Il sarto oggi deve aprirsi a nuove competenze, non solo sapere assemblare, ma diventare egli stesso creatore di moda. Questa visione più ampia serve sia a sviluppare il senso estetico e sia a “educare” e “guidare” il cliente, evitando di lasciare carta bianca a chi esperto non è; il sarto moderno potrà essere un mix: esperto di cucito sì, ma anche possedere la giusta conoscenza come consulente di immagine e  stilista.

Il mondo va in una direzione fortemente collaborativa, condividendo e interagendo in squadra; abbiamo imparato a conoscere questa modalità grazie al web 2.0, ci dev’essere anche in queste professioni uno sforzo di generosità, saper prestare il proprio sapere in uno scambio reciproco.
Non è più concepibile l’attività individualistica e il lavorare “in gran segreto” per paura di essere imitato, d’altronde anche Charles Caleb Colton diceva “L’imitazione è la più sincera delle adulazioni”.
L’artigiano che chiuso nel suo laboratorio evita il confronto con altri professionisti, ostacola la propria crescita, sapersi confrontare e competere serve a migliorare sé stessi cercando di offrire quel “di più” che possa fare la differenza puntando a rinnovarsi costantemente.

Per questo è importante il lavoro di ricerca e l’aggiornamento continuo, via quindi allo studio di materiali sempre più rivoluzionari, e via allo studio di stili e tendenze.

E a proposito di tendenze, come confrontarsi in una città come Sassari che è comunque una piccola realtà in cui il controllo sociale è abbastanza stretto, è difficile trovare “chi osa”?
Dalle passerelle internazionali, per questo inverno, ci arrivano immagini di pellicce sintetiche in colori pop (arancio, giallo etc), vedremo anche qui questa tendenza?
Se gli stilisti potessero contare su degli influencer (figure in grado di guidare stili e tendenze), si prospetterebbe un’ottima sfida. L’influencer è una figura nota nel mondo digitale, non un manipolatore, ma una persona carismatica capace di muovere gusti e smuovere quelle abitudini che tardano a rinnovarsi.

In questo modo stilisti e sarti non più imbrigliati, trasformerebbero con il loro estro la comunità in cui operano, contagiando il virus del cosmopolitismo.

 

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