Povertà, una grave forma di ingiustizia

Da sinistra: Giovanna Pani, Suor Maddalena, Vittoria Giua, Giampiero Farru

Da sinistra: Antonello Manca, Aldo Meloni, Graziella Scano, Giampiero Farru

I dati sono impressionanti, soprattutto se ci soffermiamo a pensare che dietro ognuno di quei numeri ci sono persone, con i loro disagi e le loro voci spesso inascoltate. Il rischio nel raccontare questa Sardegna sempre più affamata è quella di scadere nella retorica. È giusto e meglio quindi che a raccontarla siano gli operatori che venerdì si sono alternati al congresso “La povertà in Sardegna: dimensioni, caratteri e risposte”  ospitato all’Hotel Grazia Deledda di Sassari.
[wpcol_1third id=”” class=”” style=””]Vengono presentati i risultati di una ricerca condotta dalla Fondazione Zancan di Padova che analizzano il problema e propongono aiuti di tipo sociale più che economico. A presentare la ricerca Giampiero Farru Presidente CSV-Sardegna Solidale e moderatore del dibattito che però avverte, quando il volontariato per primo nel 2008 ha dato l’allarme-crisi parlando di rischio povertà, non ha voluto ridurre a una semplice percentuale da azzerare negli anni, ma si è posto il problema di chi siano, dove vivano e perché siano diventati poveri. Domande che sicuramente aiutano a capire il trend e studiarlo in maniera più approfondita per poter dare risposte adeguate. Non solo, si devono considerare anche le fasce borderline, persone a rischio per cui un avvenimento può far crollare quella labile stabilità economico familiare. Servono delle politiche che non puntino tutto sull’assistenzialismo ma su investimenti a lungo termine, mettere quindi i fruitori nella condizione di crescere e di poter “camminare da soli”.

Quali risposte può dare la politica? Quella locale, come spiegano Gianfranco Ganau sindaco di Sassari e l’Assessore alle Politiche Sociali Michele Poddighe, si trova sovente ad avere le mani legate, un esempio su tutti il famigerato Patto di Stabilità che blocca i soldi conservati nelle casse comunali. Una legge che pur di pareggiare il bilancio nei comuni, impedisce di fatto il finanziamento alle imprese appaltatrici di lavori pubblici.[/wpcol_1third]

[wpcol_1third id=”” class=”” style=””]Ma diventano sempre più evidenti le lacune delle istituzioni a cui il volontariato cerca di sopperire, come il reinserimento degli ex-detenuti ad esempio, di cui si occupa Suor Maddalena dell’Associazione Giovani in Cammino. A fronte di 12 istituti penitenziari in Sardegna, non esiste alcun servizio che si occupi del “dopo” di chi esce dal carcere. O ancora le cure protesiche odontoiatriche, offerte dalla Casa della Fraterna Solidarietà come spiega Aldo Meloni, visto che la Asl non passa determinate cure, considerandole evidentemente superflue. Un sorriso è un diritto e le porte della Casa Fraterna Solidarietà sono aperte sempre «perché la povertà non va in vacanza», per offrire qualsiasi cosa sia necessario, dal cibo ai passeggini o indumenti, frutto di donazioni. Il tutto senza bisogno di dover presentare l’ISEE.

«Quello che oggi raccontiamo lo viviamo in prima persona perché siamo “in trincea” – spiega Graziella Scano del Gruppo Vincenziano, e aggiunge – l’immigrazione, la disgregazione familiare hanno cambiato il volto della povertà ed è impressionante come il volto di questa povertà sia sempre più al femminile, aumentano le donne sole che portano avanti la famiglia».

[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]Queste proporzioni portano a un disorientamento anche nei volontari, Antonello Manca della Caritas Sassari racconta di come prima nell’aiutare qualcuno si potesse provare un senso di appagamento, cosa che ora davanti a questo fenomeno in crescita, si è tramutato in impotenza.

Certo ci sono anche soddisfazioni, quando si raggiungono determinati obiettivi, fa presente Vittoria Giua delle Case di Accoglienza diurna e notturna Sassari e racconta la fatica ma anche la gratificazione nell’aver creato dalla ristrutturazione di un edificio, dato in comodato gratuito, la Casa di Accoglienza che oggi ospita 9 posti letto fissi.

C’è poi un dato che non compare nella ricerca perché è un triste fenomeno degli ultimi mesi. Chi sentendosi inadeguato e strozzato dai debiti, decide di togliersi la vita.
Un aiuto che i volontari possono dare è quello dell’ascolto e del supporto, la Caritas di Ozieri, spiega Giovanna Pani, è attiva anche in orari notturni per non lasciare da sole le persone che hanno timore di mostrare la disperazione in cui sono cadute.

La povertà ci riguarda come società e coinvolge ognuno di noi perché come sottolinea Giampiero Farru «Non è solo un problema ma è una forma molto grave di ingiustizia».

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